Una serata di partecipazione civica

E’ quella che si è vista giovedi 30 aprile alla Pieve di Urago Mella: una sala viva, piena, attraversata da idee, domande, confronto vero, senza aspettare che qualcuno dall’alto desse il via.

La protagonista è stata la partecipazione. Quella autentica, che non si costruisce a tavolino e non si improvvisa sotto elezioni. Quella che nasce quando le persone sentono che vale ancora la pena parlare, ascoltare, esserci.

Si è parlato dei gelsi abbattuti, del noto progetto edilizio e di come si è arrivati alla sua approvazione, delle petizioni ignorate, delle specie protette da tutelare. Chi ha partecipato adesso ha capito che cosa è successo in questi 12 mesi.

L’assenza, invece, è stata rumorosa. La politica non pervenuta. E forse è proprio questo il punto: quando manca chi dovrebbe rappresentare, i cittadini smettono di aspettare e iniziano a rappresentarsi da soli.

E allora sì, questa è la Brescia che vorrei: meno passerelle e più presenza vera. Meno promesse e più ascolto. Meno distanza e più comunità.

Perché alla fine, una città non è chi la governa. È chi la vive.

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